Obiettivo calcio

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martedì 4 marzo 2014

Viareggio Cup Story - 10a puntata (1996-2000)



1996 – BRESCIA

Trionfa il sano vivaio autoctono di provincia. Perché in finale non c'è solo il Brescia vincitore dei vari Baronio, Diana, Pirlo, Bonazzoli e Campolonghi (e del demiurgo Adriano Cadregari), ma anche il Parma di Buffon (strepitoso), Arioli e Barone. Roba per palati fini. Alla fine risulta però decisiva la classe operaia di Stefano Bono, che all'epoca alternava il calcio al lavoro in fabbrica e che si è ritagliato un'onesta carriera in C. Perfino il Trap lo elogia: “Oggi gli allenatori cercano giocatori così”. Completa la mazurka di periferia il Cesena, rivelazione del torneo che si ferma in semifinale. Il meglio arriva dai difensori esterni: a destra, Gianluca Zanetti (implacabile in marcatura e dotato di tiro potente dalla distanza); a sinistra, Juri Tamburini, fluidificante inarrestabile. Piace anche l'Atalanta dell'eclettico Morfeo e dei gemelli Zenoni.

Brescia-Parma 3-1
Brescia: Rigamonti, Diana, Forlani, Baronio, Archetti, Borra, Bono (43' st Maffeis), Faini, Bernardi (33' st Pirlo), Tagliani, Campolonghi.
Parma: Buffon (43' st Monica), Scipioni, Pinton, Manzani, Maccini, Bolla, Magnani, Arioli (26' st Zannoni), Triuzzi, Barone, Piro (45' pt Cardinale).
Arbitro: Trentalange di Torino.
Reti: 21' pt Bono (B), 45' Campolonghi (B); 13' st Triuzzi (P), 20' Baronio (B).

1997 – BARI

Altro scatto degli organizzatori, le squadre passano da 24 a 32. Ma l'allargamento ha effetti talvolta devastanti per le casse (e la credibilità internazionale) della Coppa Carnevale. Succede così che il Viareggio (dove gioca Davide, figlio di Marcello Lippi) elimina già nella fase eliminatoria la Fiorentina per la miglior differenza-reti. Fuori pure Manchester Utd (dove gioca Phil Neville), Ajax, Werder Brema, Borussia Dortmund ed Espanyol, con tanti saluti a cotanto pedigree. Si sfiora il ridicolo con la presunta fuga d'amore del ghanese Kwaitoo, terzo portiere dei Goldfields. Nel frattempo il trofeo prende la strada del Sud, 22 dopo il successo del Napoli. La spunta il Bari di Nicola Legrottaglie che in finale supera di misura un Torino di qualità superiore, vedi la presenza di Sommese (migior giocatore del torneo, Di Donato e, soprattutto, Pellissier). Match-winner, Antonio Bellavista, finito purtroppo nelle cronache giudiziarie dell'ultimo calcioscommesse.

Bari-Torino 1-0
Bari: Rossi, Lepri, Paris (31' pt Minciotti), Sibilano, Legrottaglie, Macera, Chisena, Bellavista, Campo (27' st Miano), Cardascio, Giometti (46' st Bianco).
Torino: Paoletti, Mercuri, Malagò (28' st Varano), Lo Gatto, Longo, Corallo, Sommese (21' st Tiribocchi), Di Donato, Bernardi, Grauso (14' st Andreotti), Pellissier.
Arbitro: Bazzoli di Merano.
Rete: 13' st Bellavista.

1998 – TORINO

Due testimonial d'eccezione alla cerimonia d'apertura: Pippo Inzaghi, che legge il giuramento, e Andrea Bocelli. Nota stonata, invece, l'assenza di Michel Platini che non si presenta a ritirare il Premio “Scirea” assegnatogli dal comitato organizzatore. Torneo dominato dal Torino di Claudio Sala che chiude imbattuto (cinque vittorie in sette incontri), forte di ragazzi dall'avvenire assicurato come Comotto, Mercuri, Semioli, Alessi, Tiribocchi e Pellisier. Dopo 16 anni torna in finale una formazione straniera: ma l'Irineu è davvero poca cosa e se arriva in fondo è anche grazie ad alcuni svarioni degli avversari, non ultimo quello del Manchester Utd che nel girone eliminatorio perde a tavolino proprio contro i brasiliani (battuti sul campo 1-0) per aver schierato diversi giocatori senza i necessari documenti di riconoscimento. Nell'Irineu si segnala però un attaccante veloce e con fiuto del gol, Esquerdinha, che verrà in seguito acquistato dal Lecce.

Torino-Irineu 2-0
Torino: Paoletti, Comotto, Corallo, Lazzeri, Mercuri, Caponi, Semioli, Grotto, Alessi (39' st Negro), Tiribocchi (43' st Friso), Pellissier (40' st Bisesi).
Irineu: Roberto, Cris, Elias, Garuva, Donizete (38' st De Rosa), Kei, Ceara, Betinho, Marcelinho (6' st Ramirez Coelho), Esquerdinha, Ozinei.
Arbitro: Ceccarini di Livorno.
Reti: 31' st Alessi rig., 36' Pellissier.

1999 – MILAN

Che fosse l'anno del Milan (che non centrava il successo al Viareggio dal 1960), lo si era intuito già nella partita inaugurale della Coppa Carnevale, vinta proprio dai rossoneri per 4-0 contro il Bayern Monaco, con gol-lampo (record assoluto) dopo 15” di Aliyu, che pochi giorni prima aveva debuttato in Serie A a Bologna. Per la squadra di Tassotti, messa in difficoltà solo dal Parma del bomber Kader (con 6 reti capocannoniere del torneo) nel girone eliminatorio, è un crescendo implacabile. Fra le sue vittime anche l'ottima Lazio (dove si segnala il portiere Concetti, miglior numero uno della manifestazione), sconfitta in semifinale con gol di Florean. L'ultimo ostacolo, il sorprendente Varteks (chiamato all'ultimo momento al posto della Stella Rossa di Belgrado), presenta qualche insidia per via delle numerose assenze (Vitali, Nicoletti, Florean e Contini squalificati, più Rossetti infortunato) che indeboliscono il Milan. Croati vicini al gol con Posavec (traversa su punizione a due in area), poi la girata decisiva di Agazzone. Per la gioia del presidente Berlusconi.
Milan-Varteks 1-0
Milan: Passoni, Cavaliere, Bonomi, Rinaldini, Beloufa, Ferri, Agazzone, Furlanetto, Gasparetto, Budel, Aliyu (5' st Panno).
Varteks: Sokac, Klemencic, Tukser, Cikovic (24' st Obadic), Sklepic, Skpak, Cingel (23' pt Vitkovic), Safaric, Horvat, Posavec, Grabant.
Arbitro: Treossi di Forlì.
Rete: 30' st Agazzone.

2000 – EMPOLI

Le squadre partecipanti salgono a quaranta, di cui quattordici all'esordio assoluto. Rubano l'occhio diversi ragazzi di talento: Tavano e Moretti della Fiorentina; Maresca, Gasbarroni e Sculli della Juventus; Paolo Cannavaro del Parma; Amelia, Blasi e D'Agostino della Roma; Pinzi e Berrettoni della Lazio. Mentre il Bari, dagli ottavi, cala l'asso-Cassano: ma è proprio un errore dal dischetto di FantAntonio, nei quarti persi ai rigori contro la Fiorentina, a fermare la corsa dei pugliesi. Chiude terzo il Campinas, club brasiliano presieduto da Antonio Careca, dove s'impone l'attaccante Jeda che farà poi carriera in Italia (oggi è al Novara). Zitto zitto, arriva in fondo l'Empoli del bravo Luca Cecconi, dopo essere entrato negli ottavi ripescato fra le migliori seconde. Ha il miglior attacco del torneo (Porro, con sei reti, risulta il capocannoniere), prospetti di valore (vedi Marchionni, Cribari, Capuano, Moro e Del Nero), ma nel derby-finale con la Fiorentina pesa la direzione poco lucida di Cesari.

Empoli-Fiorentina 2-1
Empoli: Tommei, Moro, Capuano, Volpe, Bonatti, Cribari, Del Nero (34' st Coppola), Tancik, Marchionni (42' st Belluomini), Fusi, Porro (46' st Mastronunzio).
Fiorentina: Passarini, Musso, Moretti, Sorbino (14' st Vakuftsis), Fedeli, Collacchioni, Pagliuca, Guerri (42' st Belluomini), Tavano, Bonora, Taddei.
Arbitro: Cesari di Genova.
Reti: 7' pt Porro (E) rig., 27' Tavano (F); 3' st Tancik (E).

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