Ebbene sì. Anch'io ho ceduto al fascino di Twitter...
Mi trovate come grassi_g
News, scoop, commenti, critiche, provocaziuoni sul mondo del calcio: twittatemi in piena libertà e ne parleremo sul blog. Baci e abbracci
«Non fidarti di chi dice che è solo un gioco. Il gioco, come sanno bene i bambini, è una cosa seria, molto seria. E il calcio lo è in modo particolare. Non perché muove miliardi, ma perchè muove le passioni». da "La palla è rotonda" di Aldo Maria Valli
Obiettivo calcio
lunedì 23 gennaio 2012
giovedì 19 gennaio 2012
Coppa Italia Primavera, dilaga la Roma. Nella Juve debutta Gabriel
L'andata delle semifinali della Coppa Italia Primavera conferma la straordinario potenziale della Roma. Che con il 6-1 rifilato al Milan ha ipotecato per il secondo anno consecutivo la finale di questa competizione. Nelle file giallorosse (dove Caprari ha giocato la sua ultima partita prima di mettersi in viaggio per Pescara) tutto fila che è una meraviglia. Difesa impeccabile, centrocampo extra lusso guidato dallo scafato Viviani e ritmato dalle brucianti accelerazioni dell'onnipresente Ciciretti, attacco affidato alle spalle robuste e al notevole senso tattico di Tallo, abile nel creare spazio per gli inserimenti dei compagni. Sul fronte rossonero, giornata da dimenticare. Squadra spocchiosamente molle, mai in grado di uscire dal pressing asfissiante dei ragazzi di De Rossi. Sulla giostra del gol sono saliti Carboni, Tallo, Caprari, Viviani, Verre e Nego, mentre Comi su rigore ha inutilmente tentato a metà ripresa di dare una scossa ai suoi.
Nell'altra semifinale (quasi 4.000 spettatori al Franchi: un lusso perfino per la Coppa Italia maggiore), nulla di fatto fra Fiorentina e Juventus, con ritorno (in programma il 31 gennaio) che si prospetta quanto mai incerto e combattuto. Da registrare nelle file della Juventus il debutto del brasiliano Gabriel Appelt, o più semplicemente Gabriel, per il quale dopo tanti mesi è giunto finalmente l'atteso trasfert. E il ragazzino, schierato nella linea di centrocampo, sul centro-sinistra, ha subito impressionato per la personalità e il senso della posizione che ne favorisce ogni giocata. In prospettiva, con la dovuta cautela, un potenziale clone di Pirlo.
Nell'altra semifinale (quasi 4.000 spettatori al Franchi: un lusso perfino per la Coppa Italia maggiore), nulla di fatto fra Fiorentina e Juventus, con ritorno (in programma il 31 gennaio) che si prospetta quanto mai incerto e combattuto. Da registrare nelle file della Juventus il debutto del brasiliano Gabriel Appelt, o più semplicemente Gabriel, per il quale dopo tanti mesi è giunto finalmente l'atteso trasfert. E il ragazzino, schierato nella linea di centrocampo, sul centro-sinistra, ha subito impressionato per la personalità e il senso della posizione che ne favorisce ogni giocata. In prospettiva, con la dovuta cautela, un potenziale clone di Pirlo.
martedì 17 gennaio 2012
Illeciti nel calcio giovanile? Tutto vero. Vi spiego il perché
Questo il titolo di un mio articolo che potete trovare anche nel sito del Guerin Sportivo (www.guerinsportivo.it) che vi invito a visitare. Non fosse altro che per leggere qualche "provocazione" giornalistica che esula dai soliti bolsi commenti di facciata dei quotidiani sportivi.
Nel pezzo, che parte da una denuncia neppure tanto velata di Mario Macalli, presidente di Lega Pro (l'ex Serie C, tanto per intenderci), sulla possibilità che anche nelle gare di settore giovanile vengano commessi illeciti sportivi, racconto di un'esperienza diretta che ho vissuto un paio di anni fa, stagione sportiva 2009-2010, come responsabile di settore giovanile. Una testimonianza che credo valga più di mille parole e che mi auguro convinca la Federazione a dare un'occhiata più approfondita a quanto accade ai piani bassi del grattacielo pallonaro.
"Andremo a controllare anche parecchie partite del settore giovanile". L'inciso del presidente Mario Macalli pronunciato a margine del convegno dove, alla presenza del capo sicurezza Fifa Chris Eaton, è stata presentata l'attività intrapresa dalla Lega Pro contro gli illeciti (con partite di campionato monitorate da SportRadar, società specializzata che si occupa di smascherare frodi sportive), è passato sotto silenzio o quasi. Archiviato dai media come l'ennesima provocazione di un dirigente che ama dire quel che pensa senza troppi giri di parole e che ci ha abituati a una dialettica forte, ad effetto, volutamente condita da una vis polemica iscritta nel suo dna.
Macalli ha messo però il dito in una piaga molto più diffusa (e quindi grave) di quanto si possa pensare. Non credo infatti che il presidente si riferisse tanto a un ipotetico giro di scommesse (come tutti sanno i campionati giovanili non sono "quotati" nel circuito delle agenzie legali ed è piuttosto difficile, anche se non impossibile, pensare a un'organizzazione clandestina messa in piedi ad hoc per lucrare su questi tornei), quanto piuttosto alla possibilità che certi risultati vengano alterati per soddisfare i piccoli-grandi interessi che circolano nel calcio giovanile. Per lo più sconosciuti al grande pubblico.
Perché tanta sicurezza in merito? Perché due anni fa mi sono trovato coinvolto in una vicenda del genere. In breve. Gli Allievi regionali della società in cui ricoprivo il ruolo di responsabile del settore giovanile, terzi e ormai senza possibilità di accedere alla fase finale, giocano l'ultima di campionato in casa di una squadra che lotta per salvarsi. Per capirci: il regolamento di allora prevedeva che solo le prime otto classificate (su quattordici) di ogni girone conservassero il posto nei regionali la stagione successiva. E i nostri avversari erano lì, in bilico fra ottava e nona piazza.
Sapete cosa vuol dire per un club avere squadre giovanili a livello regionale? Significa essere la società di riferimento della propria zona, significa trovare più facilmente sponsor, significa attrarre più famiglie e contare quindi più iscritti (e di conseguenza più quote: dai 300 ai 400 euro all'anno per ogni bambino che frequenta la Scuola Calcio) rispetto alle concorrenti che limitano la propria attività all'ambito provinciale, significa mettere in mostra i propri (presunti) campioncini a livello superiore e magari sperare di piazzarne un paio nei professionisti (con incasso del relativo premio di preparazione previsto dalle carte federali). Tradotto: tre punti a fine stagione possono valere, stando scarsi, dai 20 ai 30 mila euro. Oro puro, a livello dilettantistico.
A metà settimana, la telefonata a un nostro dirigente che mi riporta la proposta "amichevole". Buttata lì come se niente fosse: «Ci chiedono di farli vincere, tanto a noi non cambia niente». Vado su tutte le furie. Non voglio neppure sapere quale sarebbe la contropartita (un giocatore per la prima squadra, pare) e ribatto: «Ma siamo matti? E chi lo dice al nostro allenatore, uno che non ci sta a perdere neanche a biliardino? E i ragazzi? Che esempio gli diamo? Io non dico proprio niente a nessuno. Andiamo e ce la giochiamo. Come sempre».
Così è stato. Gara dominata ma stregata. Perdiamo uno a zero dopo aver fallito almeno quattro o cinque clamorose palle-gol. Pazienza. Loro, un tiro e un gol. Sono salvi. Ma soprattutto è salva la nostra dignità. Mia, dei ragazzi, dell'allenatore. Il calcio dovrebbe essere questo. Dovrebbe, ma sappiamo che troppo spesso non lo è. Ecco perché Macalli pone un problema serio. Vero.
mercoledì 11 gennaio 2012
Poker vincente per l'Under 18
Finale senza storia quella che a San Pietroburgo ha visto trionfare l'Under 18 italiana contro la malcapitata Finlandia. Quattro a zero il punteggio finale per i ragazzi allenati da Alberigo Evani. Nel primo tempo sono andati a segno al 12' Padovan (Juventus) e al 35' Garritano (Inter). Nella ripresa, dopo appena un minuto, subito in gol Gatto (Torino), mentre Pasa (Inter) al 33' metteva il sigillo sul trionfo azzurro. Un successo che premia il lavoro dello staff e invita a guardare con un pizzico di ottimismo agli impegni futuri.
martedì 10 gennaio 2012
Torneo Granatkin, Under 18 in finale
L'Under 18 allenata da Evani ha conquistato l'accesso alla finale del Torneo Granatkin. Dopo aver pareggiato 0-0 contro la Grecia nella seconda partita del girone eliminatorio, gli azzurri (in dieci per quasi un'ora per l'espulsione del sampdoriano Piana nel primo tempo) hanno sconfitto in semifinale la Turchia 4-2 ai rigori, dopo che i tempi regolamentari erano terminati a reti bianche. Oggi la finale contro la Finlandia, vincitrice della scorsa edizione.
giovedì 5 gennaio 2012
Under 18 vittoriosa a San Pietroburgo
Parte con il piede giusto la spedizione della nostra Under 18 al Memorial Valentin Granatkin di San Pietroburgo, in Russia. Nella prima partita del girone C (di cui fa parte anche la Grecia, che l'Italia affronterà sabato 7) gli azzurrini hanno sconfitto per 5-0 l'Ucraina con doppiette di Padovano (attaccante della Juventus), Garritano (attaccante dell'Inter) e Benassi (centrocampista dell'Inter), predendosi così una bella rivincita sulla squadra che lo scorso ottobre li aveva sconfitti in una doppia amichevole disputata in Italia. Premiato come miglior giocatore Stefano Padovan, classe 1994, prima punta mancina in netto progresso il cui soprannome "Bobone" la dice lunga sulle caratteristiche simili a quelle di Christian Vieri. Applaudito anche il portiere Alessio Cragno, tesserato per il Brescia, sempre anno 1994, atteso a un'esplosione fisica (attualmente non supera il metro e ottanta) che lo innanzi al livello del compagno di club Leali.
Gli altri gironi del torneo sono composti da Russia, Lituania e Bielorussia (A), Finlandia, Azerbaigian e San Pietroburgo (B), Rep. Ceca, Turchia e Lettonia (D). Semifinali e finali l'8 e il 10.
Gli altri gironi del torneo sono composti da Russia, Lituania e Bielorussia (A), Finlandia, Azerbaigian e San Pietroburgo (B), Rep. Ceca, Turchia e Lettonia (D). Semifinali e finali l'8 e il 10.
64a Viareggio Cup - Sorteggiati i gironi
Quarantotto le squadre iscritte alla 64a edizione della Viareggio Cup, in programma dal 6 al 20 febbraio. Il torneo è riservato quest'anno ai ragazzi nati dopo il primo gennaio 1992, con la possibilità di schierare due fuoriquota del 1991 e tre prestiti. Se la partita inaugurale si disputerà con tutta probabilità allo Stadio dei Pini di Viareggio, secondo tradizione, non sono escluse clamorose novità per la finale: che potrebbe trovare ospitalità sul nuovo campo in sintetico (ultimissima generazione) di La Spezia.
Questa la composizione dei dodici gironi, suddivisi in due gruppi.
GRUPPO A
Girone 1: Inter, Galatasaray (Tur), Siena e Reggina.
Girone 2: Atalanta, Juventude (Bra), Nekom (Cam), Viareggio.
Girone 3: Genoa, New York Utd (Usa), Poggibonsi, Wanderers (Uru).
Girone 4: Apia Leichardt (Aus), Città di Marino, Juventus, Nordsjaelland (Dan).
Girone 5: Arzanese, Empoli, Honved Budapest (Ung), Pakhtakor (Uzb).
Girone 6: Dukla Praga (Cec), Pumas (Mex), Sampdoria, Spezia.
GRUPPO B
Girone 7: Olè Brasil (Bra), Sambenedettese, Spartak Mosca (Rus), Torino.
Girone 8: Cesena, Fiorentina, Stabaek (Nor), Vicenza.
Girone 9: Gremio (Bra), Milan, Modena, Parma.
Girone 10: Entella, Nacional (Par), Santos Laguna (Mex), Roma.
Girone 11: Guarani (Par), Lazio, Palermo, Sassuolo.
Girone 12: Bruges (Bel), Napoli, Rappr. Serie D, Varese.
Agli ottavi di finale passeranno le prime due classificate di ciascun girone più le due migliori seconde di ogni gruppo.
mercoledì 4 gennaio 2012
Auguri, caro mio vecchio Guerino
Il 4 gennaio 1912, a Torino, nasceva il Guerin Sportivo. Che dunque taglia il prestigioso traguardo delle 100 primavere. Un secolo di sport. Ma soprattutto di vita e di cultura del nostro Paese, fotografato e raccontato dalle più grandi firme del giornalismo italiano attraverso le gesta e le imprese dei campioni di ogni disciplina.
Fenomeno editoriale unico nel mondo, quello del mitico "verdolino". Conosciuto, apprezzato, celebrato e perfino studiato a qualsiasi latitudine. E di questa fantastica avventura, almeno negli ultimi 18 anni, ho avuto immeritata parte anch'io. Assunto il 16 maggio 1994 dall'allora direttore Domenico Morace, che alla vigilia dello sfortunato Mondiale sacchiano ebbe l'ardire di pensare al sottoscritto, illustre sconosciuto non ancora trentenne, per sostituire una redattrice dimissionaria, Lorenza Giuliani.
Al Guerino, in realtà, ero entrato come collaboratore un anno prima. Grazie a Marino Bartoletti, all'epoca direttore, che si era lasciato convincere dalle disinteressate quanto accorate pressioni dell'unica persona alla quale devo davvero riconoscenza e gratitudine per avermi di fatto reso possibile la carriera giornalistica: il compianto Romano Romagnoli, proprietario della Trattoria La Mura, a San Lazzaro di Savena (dove la redazione del Guerino era solita darsi appuntamento per il pranzo), e indimenticato presidente del San Lazzaro Calcio. Personaggio inimitabile, spigoloso e al tempo stesso premuroso, tra una gramigna alla salsiccia, una cotoletta e l'imperdibile mascarpone della moglie Iole, il grande Romano (con cui collaboravo da tempo per il giornalino della società sportiva) arrivò scherzosamente a ricattare Marino e il suo vice Marco Montanari: "Se non chiamate Gianluca, non vi do più da mangiare…". E Bartoletti, pur di pranzare finalmente in santa pace, mi concesse una chance. Raccolta, al volo. Ovviamente.
Una raccomandazione di cui ancora oggi vado fiero. Perché da Romano ho ereditato anche la passione per il calcio giovanile e per quel ruolo da dirigente che, chissà, potrebbe rappresentare presto il mio futuro. Il resto è storia. Forse non molto conosciuta ai più, perché al Guerino ho sempre preferito (per volontà mia, beninteso) "volare basso". Evitando di leccare il culo ai direttori, senza mai sgomitare per un pezzo in prima pagina o per una promozione, senza mai pesare più di tanto sull'economia del giornale (le mie "note spese" sono a prova di verifica fiscale, il massimo che mi concedo in trasferta è un cappuccino, senza contare che, pur di essere presente ad avvenimenti che consideravo un arricchimento per il Guerino, sono arrivato a mettere di tasca mia perfino la benzina: anche questo è ben documentato). Ho sempre preferito curare bene le pagine di mia competenza, dalla Serie B alla Serie C, fino a quelle a me più care di calcio giovanile (sezione che Ivan Zazzaroni e Andrea Aloi mi hanno permesso di sviluppare in piena autonomia di idee e contenuti), piuttosto che rincorrere l'intervista con il calciatore di grido o l'inchiesta di copertina. Ho passato e titolato centinaia di pezzi altrui, cercato foto, scritto piccole didascalie: un umile lavoro di desk a cui non mi sono mai sottratto. Ricordo in merito un "cazziatone" di Italo Cucci: "Tu, Luca, sei troppo modesto. Non farai strada". È stato profetico. Da grande direttore qual è. Nel senso che altri colleghi, più furbi di me, hanno lavorato meno ma in modo più mirato. Badando più ai propri interessi che a quelli del giornale. Muovendosi con abile strategia di marketing professionale. Bravi loro.
Io non ho rimpianti. La coscienza è a posto. Ho dato e ricevuto. Al Guerino (e al suo editore, Roberto Amodei) sarò sempre grato per avermi fatto lavorare nel mondo che amo, quello del calcio. Assicurando da vivere a me e alla mia famiglia. E tanto mi basta. Non rimpiango neppure gli ultimi due anni passati in cassa integrazione, complice la tremenda crisi che ha colpito l'editoria e che ha imposto all'Azienda una drastica riduzione degli organici, nonché la trasformazione del Guerino da settimanale a mensile. Due anni che, stando a conteggi che lascio alla mia fidata commercialista e ai miei avvocati, mi sono costati non meno di 30.000 euro netti (che raddoppiano considerando il risparmio in contributi, premi e rimborsi vari). Un castigo severo, un sacrificio "concreto" che voglio sperare abbia contribuito a mantenere in vita la testata. Forse molto di più di tante altre chiacchiere e considerazioni che ho letto e sentito in queste giornate di (doverosa) celebrazione. Lontano dalla redazione ho cercato di arricchirmi professionalmente, ho viaggiato, ho studiato (frequentando perfino il Corso da Team Manager della Figc a Coverciano) e intrapreso alcune piccole attività imprenditoriali. Avrei avuto mille motivi per prendermela con questo e con quello. Non l'ho fatto. Ho preferito rimboccarmi le maniche e agire di conseguenza. Ho imparato da mio padre. Sono figlio, e me ne vanto, di un salumiere che ancora oggi, a 76 anni suonati, alza la saracinesca alle 5 di mattina per riabbassarla alle 8 di sera.
Adesso sono rientrato. Con molto entusiasmo in meno (certe vicende lasciano il segno). Ma mettendoci la professionalità di sempre. Un biglietto da visita che esibisco con orgoglio, a testa alta. E che nessuno può cancellare. Un modo per rispettare il datore di lavoro e anche i lettori. Che ci leggono, che ci comprano e che ci garantiscono da vivere.
Ecco perché, in modo discreto, senza disturbare o oscurare nessuno, celebro anch'io il compleanno della casa in cui, volenti o nolenti, abito. Mura antiche e cariche di gloria che Matteo Marani sta difendendo con le unghie e con denti. Auguri di cuore, caro vecchio Guerino!
Gianluca Grassi
sabato 31 dicembre 2011
L'augurio più bello di don Alessio
Un angelo del Signore si presentò davanti ai pastori e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una bella notizia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore.» Lc 2,9-11
Una bella notizia, finalmente!
Siamo sempre in attesa di "belle notizie" perché sanno riempire la vita. Belle notizie che sanno aprire ad un mondo altro, diverso, carico di futuro, occasione di speranza. Generatrici di impegno, nemiche della rassegnazione.
Quante belle notizie attraversano la nostra vita ma sembrano non trovare casa. Animati dal sensazionale non ci accorgiamo di ciò che non fa rumore; imprigionati dalla banalità non riconosciamo la novità; angosciati dal presente non sogniamo il futuro.
Natale è l’arrivo, finalmente, di una bella notizia capace di sconvolgere il mondo.
Per un giorno, almeno, non vogliamo accontentarci di semplici notizie, ma vogliamo essere scossi dal fremito del bene e del bello. Non vogliamo rassegnarci a sentire le solite cose, ma vogliamo stupirci dello straordinario che accade.
Accade che…
... a ottobre, in Terra Santa, dove le porte si sono trasformate in barriere di sicurezza, la terra in motivo di contesa e le pietre in strumenti di offesa, un gruppo di ex calciatori, tra cui Tommasi, Peruzzi, Di Biagio, Pecchia, accompagnati da un popolo di atleti abbiano voluto attraversare il muro che separa Israele dalla Palestina per regalare un seme di speranza a chi da troppo tempo l’ha persa. Chi vive lo sport sente la responsabilità di vivere fino in fondo i valori della pace, della giustizia, del rispetto, della tolleranza.
… Josefa Idem abbia compiuto un altro capolavoro: si è guadagnata la sua ottava Olimpiade a Londra 2012. "Non andrò a Londra in vacanza, vado per vincere". Dalla soddisfazione all’obiettivo, dalla gioia di un momento al desiderio di persistere nella sfida fronteggiando le difficoltà che stanno davanti. A 48 anni è ancora un esempio per imparare che i sogni vanno accompagnati dalla tenacia e dall’allenamento, dal sacrificio e dalla forza di volontà.
... un vescovo di periferia arrivi sulla prima pagina del Corriere della Sera. Ci è riuscito Simone Giusti, vescovo di Livorno, per la sua frase: "sogno una squadra di schiappe", contro l’eccesso di agonismo nello sport giovanile che taglia fuori i ragazzi in sovrappeso. Correre dietro a un pallone è un diritto per tutti i ragazzi, anche per quelli che non diventeranno campioni affermati. E’ il riconoscimento del valore di tante società che non conoscono selezione e che si impegnano a fare più spazio possibile ai ragazzi meno dotati, anche disabili. Sono tante, dove anche le "schiappe" non si sentono mai tali e i "diversamente bravi" imparano ad affrontare le sfide che li aspettano fuori dal rettangolo di gioco.
… sabato 19 febbraio 2011, Eleonora Lo Bianco abbia fatto il suo rientro in campo dopo l’intervento chirurgico per un tumore. Un’esperienza davanti alla quale anche la pallavolo ha dovuto aspettare ma che ora la riabbraccia come una figlia che ritorna. "Mi sono trovata di fronte ad un avversario nuovo, ho dovuto reagire come non mi era mai successo". Non è certo come il coraggio di don Abbondio, ma forza di volontà capace di scalare le montagne; ottimismo per resistere nella lotta; energie raddoppiate perché si è in grado di apprezzare tutto quanto veniva dato per scontato.
Accade che… Chissà quante belle notizie ancora potrebbero essere date. Sono davanti a tutti. Bastano occhi puri e cuore semplice per vederle. Le cattive notizie sono facili da vendere ma quelle belle fanno il mondo più buono.
Buon Natale e Buon Anno.
Don Alessio Albertini
Segr. Commissione Sport della Diocesi di Milano

Una bella notizia, finalmente!
Siamo sempre in attesa di "belle notizie" perché sanno riempire la vita. Belle notizie che sanno aprire ad un mondo altro, diverso, carico di futuro, occasione di speranza. Generatrici di impegno, nemiche della rassegnazione.
Quante belle notizie attraversano la nostra vita ma sembrano non trovare casa. Animati dal sensazionale non ci accorgiamo di ciò che non fa rumore; imprigionati dalla banalità non riconosciamo la novità; angosciati dal presente non sogniamo il futuro.
Natale è l’arrivo, finalmente, di una bella notizia capace di sconvolgere il mondo.
Per un giorno, almeno, non vogliamo accontentarci di semplici notizie, ma vogliamo essere scossi dal fremito del bene e del bello. Non vogliamo rassegnarci a sentire le solite cose, ma vogliamo stupirci dello straordinario che accade.
Accade che…
... a ottobre, in Terra Santa, dove le porte si sono trasformate in barriere di sicurezza, la terra in motivo di contesa e le pietre in strumenti di offesa, un gruppo di ex calciatori, tra cui Tommasi, Peruzzi, Di Biagio, Pecchia, accompagnati da un popolo di atleti abbiano voluto attraversare il muro che separa Israele dalla Palestina per regalare un seme di speranza a chi da troppo tempo l’ha persa. Chi vive lo sport sente la responsabilità di vivere fino in fondo i valori della pace, della giustizia, del rispetto, della tolleranza.
… Josefa Idem abbia compiuto un altro capolavoro: si è guadagnata la sua ottava Olimpiade a Londra 2012. "Non andrò a Londra in vacanza, vado per vincere". Dalla soddisfazione all’obiettivo, dalla gioia di un momento al desiderio di persistere nella sfida fronteggiando le difficoltà che stanno davanti. A 48 anni è ancora un esempio per imparare che i sogni vanno accompagnati dalla tenacia e dall’allenamento, dal sacrificio e dalla forza di volontà.
... un vescovo di periferia arrivi sulla prima pagina del Corriere della Sera. Ci è riuscito Simone Giusti, vescovo di Livorno, per la sua frase: "sogno una squadra di schiappe", contro l’eccesso di agonismo nello sport giovanile che taglia fuori i ragazzi in sovrappeso. Correre dietro a un pallone è un diritto per tutti i ragazzi, anche per quelli che non diventeranno campioni affermati. E’ il riconoscimento del valore di tante società che non conoscono selezione e che si impegnano a fare più spazio possibile ai ragazzi meno dotati, anche disabili. Sono tante, dove anche le "schiappe" non si sentono mai tali e i "diversamente bravi" imparano ad affrontare le sfide che li aspettano fuori dal rettangolo di gioco.
… sabato 19 febbraio 2011, Eleonora Lo Bianco abbia fatto il suo rientro in campo dopo l’intervento chirurgico per un tumore. Un’esperienza davanti alla quale anche la pallavolo ha dovuto aspettare ma che ora la riabbraccia come una figlia che ritorna. "Mi sono trovata di fronte ad un avversario nuovo, ho dovuto reagire come non mi era mai successo". Non è certo come il coraggio di don Abbondio, ma forza di volontà capace di scalare le montagne; ottimismo per resistere nella lotta; energie raddoppiate perché si è in grado di apprezzare tutto quanto veniva dato per scontato.
Accade che… Chissà quante belle notizie ancora potrebbero essere date. Sono davanti a tutti. Bastano occhi puri e cuore semplice per vederle. Le cattive notizie sono facili da vendere ma quelle belle fanno il mondo più buono.
Buon Natale e Buon Anno.
Don Alessio Albertini
Segr. Commissione Sport della Diocesi di Milano

giovedì 10 novembre 2011
Primavera, Roma caput mundi
Girone A
7a giornata
Cagliari-Parma 2-2
26' pt Da Silva (P); 23' st Magliocchetti (C), 40' Cocuzza (C), 44' Dametto (P)
Empoli-Juventus 0-1
36' pt Beltrame
Grosseto-Fiorentina 0-1
43' pt Camporese
Sampdoria-Modena 2-0
17' pt Beretta; 30' st Cafferata
Sassuolo-Genoa 1-2
22' pt Parodi (G); 23' st Lacerda (G), 50' Ferrara (S)
Siena-Novara 0-0
Torino-Livorno 0-3
38' pt Colombi; 17' st Colombi, 46' Moscati
8a giornata
Fiorentina-Siena 1-0
11' pt Matos
Genoa-Grosseto rinviata
Juventus-Sampdoria rinviata
Livorno-Cagliari 1-1
3' st Migoni (C), 18' Moscati (L)
Modena-Empoli 2-2
2' pt Gennusa (E), 25' Ansaloni (M), 41' Carraro (M); 8' st Mattiello (E)
Parma-Sassuolo 2-2
14' pt Tramontano (P); 16' st Pereira (G), 46' Gomez (S), 47' Ferrara (S)
Novara-Torino 4-4
6' pt Annoni (N), 26' Balzaretti (N) aut., 32' e 42' Diop (T); 18', 34' e 36' st De Respinis (N), 32' Sarr (T)
Classifica: Fiorentina 20; Juventus 18; Siena, Livorno, Sassuolo, Empoli 11; Novara 10; Genoa, Sampdoria 9; Modena, Cagliari 8; Parma, Grosseto 7; Torino 6.
Prossimo turno (12/11, ore 14.30): Cagliari-Modena; Empoli-Grosseto; Livorno-Parma; Novara-Juventus; Sampdoria-Genoa; Sassuolo-Siena; Torino-Fiorentina.
Girone B
7a giornata
Albinoleffe-Atalanta 0-0
Cesena-Inter 0-0
Chievo-Vicenza 2-0
10' e 13' st Grandolfo
Milan-Brescia 3-3
4' pt Ely (M), 6' Ganz (M), 27' Magrassi (B); 3' st Ganz (M), 9' Ephraim (B), 46' Welbek (B)
Padova-Bologna 0-1
26' st Taider
Udinese-Cittadella 1-4
17' pt Sissoko (U), 19' Marzari (C); 2' e 19' st Baggio (C), 4' Marzari (C)
Varese-Verona 4-0
4' pt Jadilson, 13' Tiboni, 26' Momentè; 32' st De Feo
8a giornata
Atalanta-Chievo 2-2
5' pt Magnaghi (A); 4' st Cais (A), 8' Burato (C), 9' Ekuban (C)
Bologna-Milan 3-2
5' pt Comi (M), 10' Bertoni (M), 33' Taider (B) rig.; 27' st Verratti (B), 44' Gavilan (B)
Brescia-Varese 0-1
3' pt Maio
Cittadella-Padova 0-1
25' pt Beccaro
Inter-Albinoleffe 2-0
37' pt Terrani; 35' st Bessa
Verona-Cesena 1-0
42' pt Alba
Vicenza-Udinese 1-7
34' pt Sandrini (V); 6' st Sbardella (U), 8' Damo (U), 11' Dimitrio (U), 18' e 28' D'Incà (U), 20' e 37' Sellan (U)
Classifica: Varese 17; Chievo 16; Inter, Albinoleffe 14; Cittadella 13; Udinese 12; Milan, Bologna 11; Verona 10; Cesena 8; Brescia 7; Atalanta, Padova 6; Vicenza 5.
Prossimo turno (12/11, ore 14.30): Albinoleffe-Brescia; Cesena-Atalanta; Chievo-Cittadella; Milan-Verona; Padova-Varese; Udinese-Bologna; Vicenza-Inter.
Girone C
7a giornata
Palermo-Bari 5-1
11' e 31' pt Bollino (P), 16' De Vita (P), 19' Zerbo (P); 6' st Partiplo (B), 48' Jara Martinez (P)
Crotone-Ascoli 2-1
15' pt Ruzzier (A); 32' st Morabito (C), 47' Colosimo (C)
Roma-Napoli 6-0
5' e 35' pt Viviani, 23' e 38' Tallo; 15' st Leonardi, 39' Piscitella
Juve Stabia-Lazio 0-2
7' pt Ceccarelli; 45' st Onazi
Lecce-Nocerina 2-1
25' pt Spanò (N); 8' e 13' st Malcore (L)
Reggina-Catania 1-0
8' st Catanese
Gubbio-Pescara 0-3
7' pt Martella, 12' Dovidio, 38' Della Cioppa
8a giornata
Ascoli-Roma 2-7
7' pt Leonardi (R), 15' Rosato (R), 18' Caprari (R), 34' Viviani (R); 8' st Piscitella (R), 22' e 28' Viviani (R); 24' e 26' Grilli (A)
Napoli-Palermo 0-1
11' st Bollino
Bari-Lecce 1-2
25' pt De Luca (B), 33' Locci (L); 42' st Streccioni (L)
Catania-Crotone 5-0
10' e 25' pt Aveni, 42' Caruso; 30' st Caruso, 47' Mangano
Lazio-Gubbio 3-0
7' pt Ceccarelli; 13' st Sbraga, 47' Zampa rig.
Nocerina-Reggina 1-1
1' st Mariani (R), 38' Zara (N)
Pescara-Juve Stabia 0-3
40' pt De Caro; 10' st Maresca, 40' Festa
Classifica: Roma 20; Lazio 19; Reggina 17; Palermo 16; Lecce 13; Nocerina 11; Catania, Juve Stabia, Ascoli 10; Pescara, Napoli 8; Crotone 6; Bari 5; Gubbio 2.
Prossimo turno (12/11, ore 14.30): Crotone-Roma; Gubbio-Nocerina; Juve Stabia-Bari; Lazio-Pescara; Lecce-Ascoli; Palermo-Catania; Reggina-Napoli.
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